Prima di chiederti "quanto costa la rata del mutuo?", c'è una domanda più importante da affrontare: quanto puoi permetterti di pagare ogni mese? E, di conseguenza, quale importo di mutuo una banca è disposta a concederti.

La risposta dipende da tre cose: il tuo reddito netto, gli impegni finanziari che hai già in corso e le soglie che ogni istituto applica per valutare la sostenibilità del finanziamento. In questa guida trovi le tabelle per fascia di stipendio, le soglie realmente applicate dalle principali banche italiane e i modi concreti per rientrare nei parametri se la rata che hai in mente è troppo alta.

Quanto mutuo puoi permetterti?

Rata massima sostenibile (33%)

La regola del 30-35%: da dove nasce

Nel settore bancario italiano esiste una regola non scritta ma universalmente applicata: la rata del mutuo non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto mensile. La soglia più comune è il 33%, ovvero un terzo dello stipendio.

Non è una legge. È una prassi consolidata che deriva da tre fonti precise:

Il 30% è il valore prudenziale, il 35% il limite massimo che le banche accettano solo in presenza di condizioni favorevoli. Ecco come si traduce in pratica sulle diverse fasce di reddito:

Stipendio netto/meseRata al 30% (prudente)Rata al 33% (standard)Rata al 35% (limite)
1.200 €360 €396 €420 €
1.500 €450 €495 €525 €
1.800 €540 €594 €630 €
2.000 €600 €660 €700 €
2.500 €750 €825 €875 €
3.000 €900 €990 €1.050 €
4.000 €1.200 €1.320 €1.400 €

Attenzione: questa soglia non si applica solo al mutuo, ma al totale delle rate mensili di tutti i finanziamenti in corso. Se stai già pagando un prestito auto da 150€ al mese, quell'importo viene sottratto dalla rata massima disponibile per il mutuo. Con 1.800€ di stipendio, i 594€ teorici diventano 444€ reali.

Tabella: dallo stipendio all'importo del mutuo

Sapere qual è la rata massima è solo metà del lavoro. La domanda vera è: quale importo di mutuo corrisponde a quella rata? Dipende dalla durata. La tabella seguente parte dalla rata massima al 33% e mostra il capitale finanziabile a 20, 25 e 30 anni, con un tasso fisso indicativo del 3% e ammortamento alla francese.

Stipendio nettoRata max (33%)Mutuo 20 anniMutuo 25 anniMutuo 30 anni
1.200€396€71.400€83.500€93.900€
1.500€495€89.300€104.400€117.400€
1.800€594€107.100€125.300€140.900€
2.000€660€119.000€139.200€156.500€
2.500€825€148.800€174.000€195.700€
3.000€990€178.500€208.800€234.800€
4.000€1.320€238.000€278.400€313.100€

Come leggerla: se guadagni 2.000€ netti al mese, puoi sostenere una rata massima di 660€. Con un mutuo a 25 anni al 3% questo si traduce in un importo finanziabile di circa 139.200€. Allungando a 30 anni l'importo sale a 156.500€, ma pagherai molti più interessi complessivi.

In caso di mutuo cointestato la regola si applica al reddito complessivo dei due mutuatari. Una coppia con 1.800€ + 1.500€ = 3.300€ di reddito netto totale può arrivare a una rata di circa 1.089€, e quindi a un mutuo intorno ai 230.000€ su 25 anni.

Nota: gli importi sono calcolati con la formula dell'ammortamento alla francese a tasso indicativo del 3%. Il tasso effettivo offerto dalla banca può variare e modificare sensibilmente il risultato.

Come le principali banche italiane applicano la regola

Il 30-35% è la cornice generale, ma ogni istituto ha politiche interne diverse. Questa è una panoramica indicativa delle soglie applicate dai principali gruppi bancari italiani:

BancaSoglia standardFlessibilità
Intesa Sanpaolo30%Fino al 35% per redditi medio-alti e contratti a tempo indeterminato
UniCredit30-33%Fino al 35% valutando il patrimonio complessivo
BPER Banca33%Fino al 35% con co-mutuatario o garante
Banco BPM30%Fino al 35% con rapporto LTV inferiore al 70%
Crédit Agricole Italia33%Fino al 40% in casi eccezionali (redditi oltre 80.000€ annui)
MPS30%Linee guida rigide, raramente superate

Queste sono indicazioni generali raccolte dalla prassi di sportello e non costituiscono condizioni ufficiali degli istituti: ogni pratica viene valutata singolarmente dall'analista del credito. La conseguenza pratica però è concreta: se una banca ti dice di no, non significa che tutte diranno di no. Presentare la pratica a due o tre istituti con soglie diverse è spesso la differenza tra un mutuo negato e uno approvato.

Quale reddito conta davvero

Il 30-35% non si calcola sullo stipendio lordo e nemmeno, in molti casi, sul netto pieno della busta paga. La banca ragiona sul reddito netto disponibile, e sottrae tutto ciò che è già impegnato:

Il conto è: reddito netto disponibile = reddito netto da busta paga − impegni mensili ricorrenti. Con un prestito auto da 200€/mese e 1.800€ di stipendio, la banca considera 1.600€. Il 30% di 1.600€ è 480€, non 540€. È l'aspetto più sottovalutato di tutta la valutazione.

Non tutti i redditi valgono uguale

Anche la natura del reddito incide sul peso che la banca gli attribuisce:

Il peso del contratto di lavoro

A parità di reddito, il tipo di contratto cambia radicalmente l'esito della pratica:

Tipo di contrattoValutazione bancaReddito considerato
Tempo indeterminatoMolto positiva100%
Tempo determinatoModerataCondizionato alle prospettive di rinnovo
Libero professionistaCauta70-80% della media degli ultimi anni
Lavoratore autonomoCauta70-80% della media degli ultimi anni
Stagionale / occasionaleRestrittivaDifficilmente considerato

Con un contratto a tempo determinato, dimostrare continuità lavorativa nello stesso settore negli ultimi anni migliora sensibilmente le possibilità, anche se hai cambiato datore di lavoro più volte.

Come calcolare da solo il tuo importo massimo

Il calcolo si fa in due passaggi.

Passaggio 1 — la rata massima sostenibile:

Rata massima = reddito netto disponibile × 0,33

Con un reddito di 3.000€ netti e nessun altro debito: 3.000 × 0,33 = 990€.

Passaggio 2 — dalla rata al capitale: si applica la formula inversa dell'ammortamento alla francese. Con una rata di 990€, tasso 3% e durata 25 anni, il capitale massimo finanziabile è circa 208.800€. A 20 anni scende a circa 178.500€, a 30 anni sale a circa 234.800€.

Il calcolatore in cima alla pagina fa entrambi i passaggi: inserisci lo stipendio netto e ottieni direttamente rata sostenibile e importo finanziabile.

C'è però un secondo vincolo che si somma al primo: le banche finanziano generalmente fino all'80% del valore dell'immobile (LTV). Anche se il tuo reddito sostiene una rata da 990€, per un mutuo di 200.000€ l'immobile deve valere almeno 250.000€, e devi disporre del 20% come anticipo più le spese accessorie di notaio, agenzia e imposte.

Cosa valuta la banca oltre al reddito

Il rapporto rata/reddito è il primo filtro, non l'unico. Sulla scrivania dell'analista finiscono anche altri elementi.

Storia creditizia

Le banche consultano i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC, come CRIF) per verificare il tuo storico di pagamenti. Ritardi o insoluti su finanziamenti precedenti possono compromettere l'approvazione anche con un reddito adeguato. Assicurati di essere in regola con tutti i pagamenti prima di presentare domanda: una segnalazione CRIF resta visibile per anni.

Età alla scadenza del mutuo

La maggior parte delle banche richiede che il mutuo si estingua entro i 75-80 anni del richiedente. Se hai 55 anni la durata massima praticabile scende a 20-25 anni, il che significa una rata più alta a parità di importo — e quindi un importo finanziabile più basso a parità di stipendio.

Loan-to-Value (LTV)

È il rapporto tra mutuo richiesto e valore dell'immobile. Sotto il 70-80% ottieni condizioni migliori e più margine di trattativa sulla soglia rata/reddito. Sopra l'80% servono garanzie aggiuntive, e il tasso applicato peggiora.

Cosa fare se la rata supera la soglia

Se il mutuo che desideri genera una rata sopra il 33-35% del tuo reddito, non è necessariamente la fine. Ci sono cinque leve, in ordine di efficacia.

1. Allungare la durata

Passare da 20 a 30 anni riduce la rata del 20-25%. Un mutuo da 150.000€ al 3% ha una rata di circa 832€ su 20 anni e di circa 632€ su 30 anni. Il prezzo: circa 30.000€ in più di interessi complessivi. Valuta sempre il costo totale, non solo la rata.

2. Aggiungere un cointestatario

Richiedere il mutuo con un co-mutuatario (coniuge, convivente, familiare) permette di sommare i redditi. Se guadagni 1.500€ e il tuo partner 1.300€, il reddito combinato di 2.800€ porta la rata massima a circa 924€. In presenza di due redditi le banche salgono al 35% più facilmente. Entrambi però diventano responsabili in solido per il rimborso.

3. Inserire un garante

Un familiare, tipicamente un genitore, che si impegna a coprire le rate in caso di insolvenza. La banca valuta anche il suo reddito come rete di sicurezza, senza però sommarlo al tuo per il calcolo della rata.

4. Aumentare l'anticipo

Ridurre l'importo del mutuo è il modo più diretto per abbassare la rata. Passare da un LTV dell'80% a uno del 60% riduce l'importo di un quarto, e con esso la rata. Un LTV più basso comporta anche un tasso di interesse migliore, quindi il beneficio è doppio.

5. Chiudere i debiti in corso

Estinguere un piccolo prestito personale prima di presentare la pratica libera immediatamente capacità di rimborso. Se stai pagando 200€/mese, chiuderlo significa 200€ in più disponibili per la rata del mutuo. Spesso è la mossa più rapida e sottovalutata.

Resta un'ultima opzione, la meno gradita e la più sensata: ricalibrare l'obiettivo. Un immobile leggermente più economico, in una zona diversa o con metratura inferiore, può significare un mutuo sostenibile senza compromettere il resto della vita. Se nessuna delle cinque leve funziona, il mutuo che hai in mente non è sostenibile per la tua situazione attuale — ed è molto meglio scoprirlo adesso che vedersi rifiutare la pratica dopo settimane di istruttoria.

Le eccezioni: quando si supera il 35%

Alcune banche accettano rate superiori al 35% del reddito in situazioni specifiche:

Nessuna di queste eccezioni è automatica: vanno negoziate con il responsabile mutui della filiale e richiedono documentazione aggiuntiva.

Cosa sta cambiando nel 2026

Il contesto economico del 2026 sta rendendo le banche più prudenti. Con l'Euribor in risalita e le preoccupazioni della BCE sulla stabilità finanziaria, gli istituti italiani sono tornati più rigorosi rispetto al biennio precedente:

La conseguenza pratica: se stai valutando un mutuo nei prossimi mesi, una rata pari al 30% del tuo reddito è la zona di massima sicurezza per l'approvazione. Puntare al 35% oggi significa esporsi al rischio di un rifiuto che due anni fa non ci sarebbe stato.

Domande frequenti

Qual è la percentuale massima di stipendio per la rata del mutuo?
La regola generale prevede che la rata del mutuo non superi il 30-35% del reddito netto mensile. La soglia più utilizzata dalle banche italiane è il 33%, ovvero un terzo dello stipendio. Se guadagni 1.800€ netti al mese, la rata massima consigliata è di circa 594€. Questa soglia include anche eventuali altre rate di finanziamenti in corso.
Quanto mutuo posso ottenere con uno stipendio di 1.500 euro?
Con uno stipendio netto di 1.500€ e un rapporto rata/reddito del 33%, la rata massima è circa 495€. A un tasso del 3% su 25 anni questo corrisponde a un mutuo di circa 104.000€. Su 20 anni scende a circa 89.000€, su 30 anni sale a circa 117.000€. L'importo effettivo dipende poi dal tasso realmente offerto e dal valore dell'immobile.
La regola del 30-35% è una legge?
No, non è una legge specifica. È una prassi bancaria consolidata che deriva dalle linee guida della Banca d'Italia sulla valutazione del merito creditizio, dall'accordo di Basilea III sui requisiti patrimoniali e dalla direttiva UE sul credito ipotecario (MCD 2014/17). Le banche la applicano autonomamente come parametro di valutazione, con soglie interne che variano da istituto a istituto.
Il 30-35% si calcola sul reddito lordo o netto?
Sul reddito netto disponibile, cioè lo stipendio effettivamente accreditato in busta paga al netto delle tasse e degli eventuali impegni mensili già in corso (altri prestiti, alimenti, pignoramenti). Con 1.800€ netti e un prestito auto da 200€/mese, la base di calcolo è 1.600€, non 1.800€. Per i lavoratori autonomi si considera il reddito netto dichiarato, generalmente la media degli ultimi due o tre anni.
Le altre rate (auto, prestiti) influiscono sul calcolo?
Sì, assolutamente. La soglia del 30-35% si applica al totale delle rate mensili, non solo al mutuo. Se hai un finanziamento auto da 200€ al mese e il tuo stipendio è 1.800€, la rata massima disponibile per il mutuo scende da 594€ a circa 394€. Prima di richiedere un mutuo, valuta di estinguere eventuali piccoli prestiti per liberare capacità di rimborso.
Si può ottenere un mutuo con contratto a tempo determinato?
Sì, ma con alcune limitazioni. Le banche valutano la continuità lavorativa: diversi rinnovi con lo stesso datore, esperienza nel settore negli ultimi 2-3 anni, durata residua del contratto. Dimostrare continuità nello stesso settore, anche con datori diversi, migliora le possibilità. Potrebbero essere richieste garanzie aggiuntive o un importo più contenuto.
Tutte le banche applicano la regola allo stesso modo?
No. Intesa Sanpaolo e MPS sono generalmente più rigide, con il 30% come standard, mentre Crédit Agricole e BPER mostrano maggiore flessibilità, con soglie intorno al 33% e aperture fino al 35-40% in casi particolari. Conviene presentare la pratica a più istituti, perché le soglie interne variano e alcune banche sono più aggressive sui mutui in determinati periodi.
Posso ottenere un mutuo se la rata supera il 35% dello stipendio?
È difficile ma possibile in casi specifici: dipendenti pubblici a tempo indeterminato, redditi sopra i 5.000€/mese dove il reddito residuo assoluto resta comunque alto, mutuo con garanzia Consap per under 36. Un immobile di valore elevato rispetto al mutuo richiesto o la presenza di un garante aiutano. In generale superare il 35% richiede condizioni particolari e negoziazione diretta con il responsabile mutui.
Il reddito del coniuge viene sempre considerato?
Solo se il mutuo è cointestato a entrambi o se il coniuge figura come garante. Se il mutuo è intestato a un solo coniuge, la banca valuta esclusivamente il suo reddito. In regime di comunione dei beni l'immobile entra comunque nel patrimonio comune, ma questo non modifica il calcolo del rapporto rata/reddito sulla pratica.
Esistono mutui per chi ha un reddito basso?
Sì: mutui assistiti dal Fondo di Garanzia Prima Casa che arrivano a finanziare fino al 100% del valore, mutui con durata molto lunga fino a 35-40 anni, mutui cointestati con familiari o con garante, e agevolazioni dedicate ai giovani under 36. In ogni caso resta necessario dimostrare una capacità di rimborso minima e una situazione creditizia regolare.

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