Il piano di ammortamento è il documento più trasparente del tuo mutuo: rata per rata ti dice quanta parte stai usando per ridurre il debito e quanta finisce in interessi. È un allegato obbligatorio del contratto, ma quasi nessuno lo guarda prima di firmare.

Il calcolatore qui sotto genera il piano completo, lo mostra rata per rata e lo esporta in CSV per aprirlo con Excel o Google Sheets. Sotto trovi come leggerlo, come usarlo per decidere un'estinzione anticipata e cosa cambia con il tasso variabile.

Se invece ti interessa perché l'ammortamento funziona così — la formula, l'origine del metodo, il confronto con l'ammortamento italiano e americano — la spiegazione completa è nella guida all'ammortamento alla francese.

Genera il piano di ammortamento

Rata mensile
Totale interessi
Rapporto interessi/capitale

Come si legge il piano

Il piano è una tabella con una riga per ogni rata. Le colonne sono sempre queste:

L'export CSV del calcolatore aggiunge due colonne che i piani bancari spesso omettono: capitale rimborsato e interessi pagati in forma cumulata. Servono a rispondere a colpo d'occhio alla domanda che conta: a questa data, quanto ho già versato di interessi?

Il controllo rapido in due righe

Per capire un piano bastano due righe: la prima e quella di metà durata. Su un mutuo da 150.000 € al 3,0% per 25 anni la prima rata contiene 375,00 € di interessi e 336,32 € di capitale. Alla rata 150, cioè a metà, gli interessi sono scesi a 223,43 € e la quota capitale è salita a 487,89 €.

Il dato che sorprende è però il debito residuo a metà mutuo: non è la metà del capitale, ma 88.883 €, cioè il 59%. Dopo dodici anni e mezzo di rate hai rimborsato poco più del 40% del capitale, perché nella prima parte del piano stai pagando soprattutto interessi.

Come cambia la rata nel tempo

Stessa ipotesi — 150.000 €, 25 anni, tasso fisso 3,0% — con rata costante di 711,32 €. La rata non cambia mai, ma la sua composizione sì, e parecchio.

RataQuota capitaleQuota interessiDebito residuo
1336,32 €375,00 €149.663,68 €
12345,68 €365,63 €145.908,24 €
36367,03 €344,29 €137.347,57 €
60389,70 €321,62 €128.258,21 €
120452,68 €258,64 €103.002,59 €
150487,89 €223,43 €88.883,04 €
200552,77 €158,55 €62.867,96 €
240610,82 €100,49 €39.586,47 €
270658,34 €52,98 €20.534,21 €
300709,54 €1,77 €0,00 €

Valori calcolati con ammortamento alla francese a tasso costante. Possibili differenze di pochi centesimi per arrotondamenti.

Alla rata 60, cioè dopo cinque anni, hai versato 42.679 € complessivi. Di questi solo 21.742 € hanno ridotto il debito: gli altri 20.937 € sono andati in interessi. Il debito residuo è ancora 128.258 €, l'86% del capitale iniziale.

All'estremo opposto, negli ultimi dodici mesi paghi in tutto 137 € di interessi. È la fase in cui il mutuo corre: quasi tutta la rata abbatte capitale. Questa asimmetria è la ragione per cui vale la pena guardare il piano prima di firmare, e non solo la rata mensile.

Usare il piano per decidere un'estinzione anticipata

La Legge Bersani (2007) ha reso gratuita l'estinzione anticipata, totale o parziale, sui mutui prima casa: niente penali. La domanda quindi non è se puoi farla, ma quando conviene. Ed è qui che il piano diventa decisivo.

Il principio: quando rimborsi capitale in anticipo cancelli tutti gli interessi futuri calcolati su quella porzione. Siccome gli interessi sono alti all'inizio e quasi nulli alla fine, prima lo fai, più risparmi. Ecco cosa succede versando 20.000 € in tre momenti diversi dello stesso mutuo, mantenendo la rata invariata e accorciando la durata:

Quando estinguiDebito residuoDopo il versamentoInteressi risparmiati
Anno 3 (rata 36)137.348 €117.348 €16.298 €
Anno 12 (rata 144)91.792 €71.792 €8.127 €
Anno 20 (rata 240)39.586 €19.586 €2.360 €

Lo stesso versamento rende circa 7 volte di più al terzo anno rispetto al ventesimo. Non è una questione di condizioni bancarie: è la struttura dell'ammortamento.

Attenzione a una scelta che la banca ti proporrà: dopo un'estinzione parziale puoi ridurre la rata mantenendo la durata, oppure accorciare la durata mantenendo la rata. La seconda opzione risparmia molti più interessi; la prima dà respiro immediato al bilancio mensile. I numeri sopra si riferiscono alla seconda.

Il piano serve anche per la surroga: per cambiare banca devi sapere il debito residuo alla data dell'operazione, ed è esattamente l'ultima riga prima dello switch. Come funziona la procedura è spiegato nella guida alla surroga del mutuo.

Cosa cambia con il tasso variabile

Tutto quanto sopra presuppone un tasso fisso: il piano è scolpito alla stipula e resta identico fino all'ultima riga.

Col tasso variabile esistono di fatto due piani. Quello contrattuale, generato alla stipula col tasso d'avvio, e quello effettivo, che la banca ricalcola a ogni revisione dell'indice (Euribor 1 o 3 mesi più spread, a seconda del contratto). Il secondo è quello che vedi negli estratti conto annuali, e non coincide quasi mai con il primo.

Per questo il calcolatore lavora a tasso costante: ti dà la fotografia di un piano a tasso fisso, oppure di un variabile «congelato» al tasso che indichi. Per valutare uno scenario di rialzo, il modo pratico è rigenerare il piano con il tasso ipotizzato e confrontare i totali: se la rata risultante non è sostenibile, quella è l'informazione che ti serviva. I valori correnti degli indici sono nella pagina tassi mutuo oggi.

A cosa serve davvero l'export CSV

Il piano si esporta in CSV, apribile con qualunque foglio di calcolo. Non è un vezzo: ci sono tre casi in cui serve davvero.

1. Confrontare preventivi. Con due o tre offerte sul tavolo, esporti il piano di ciascuna e le affianchi in colonne: vedi subito rata, costo totale e interessi cumulati a 5, 10 e 20 anni. Numeri che le brochure non mettono in evidenza. Per confrontare anche le spese accessorie e il TAEG c'è lo strumento dedicato al confronto TAEG.

2. Pianificare estinzioni parziali. Aggiungi una colonna «versamento extra» e modelli gli scenari: cosa succede se a fine anno rimborso 5.000 €? E se destino la tredicesima ad accorciare il mutuo? Numeri precisi invece di sensazioni.

3. Controllare la banca. Tieni il piano da parte e a ogni rata verifichi che debito residuo e quota interessi corrispondano. È il modo più semplice per accorgersi di un giorno di mora conteggiato in più, di una commissione inattesa o di un cambio di tasso non comunicato con chiarezza. Capita raramente, ma capita.

Il file resta sul tuo computer: non viene salvato da nessuna parte. Se ti interessa la ripartizione capitale/interessi in forma grafica, è complementare lo strumento di calcolo interessi del mutuo.

Domande frequenti

Cos'è il piano di ammortamento di un mutuo?
È la tabella che elenca tutte le rate del mutuo, una per riga, indicando per ciascuna quanto va in quota capitale, quanto in quota interessi e quanto resta da rimborsare. È un allegato obbligatorio del contratto di mutuo e rappresenta il documento più trasparente del finanziamento: dice esattamente dove finiscono i soldi di ogni rata.
Perché all'inizio del mutuo si pagano quasi solo interessi?
Perché gli interessi si calcolano ogni mese sul debito residuo, che all'inizio è massimo. Su un mutuo da 150.000 € al 3,0%, la prima rata contiene 375,00 € di interessi contro 336,32 € di capitale. Man mano che il debito scende, gli interessi calano e la quota capitale cresce: alla rata 150 il rapporto si è già invertito, con 223,43 € di interessi e 487,89 € di capitale.
Quanto debito residuo ho a metà mutuo?
Molto più della metà. Su un mutuo da 150.000 € a 25 anni al 3,0%, dopo 150 rate il debito residuo è di 88.883 €, cioè circa il 59% del capitale iniziale. È l'effetto dell'ammortamento alla francese: la rata costante posticipa il rimborso del capitale, quindi a metà percorso hai rimborsato meno di metà del debito.
Quando conviene fare un'estinzione parziale?
Il prima possibile. Versando 20.000 € al terzo anno su un mutuo da 150.000 € a 25 anni si risparmiano circa 16.298 € di interessi; lo stesso versamento al ventesimo anno ne fa risparmiare circa 2.360 €, cioè 7 volte meno. Sui mutui prima casa l'estinzione anticipata è gratuita per legge dal 2007 (Legge Bersani).
Dopo un'estinzione parziale conviene ridurre la rata o la durata?
Accorciare la durata mantenendo la rata invariata risparmia molti più interessi, perché elimina le rate finali e riduce il periodo su cui maturano. Ridurre la rata mantenendo la durata dà invece respiro immediato al bilancio mensile, ma il risparmio complessivo è nettamente inferiore. La scelta dipende da quale delle due cose ti serve di più.
Il piano di ammortamento vale anche per il tasso variabile?
Solo come fotografia iniziale. Con il tasso variabile la banca genera un piano alla stipula usando il tasso di partenza, ma a ogni revisione dell'indice il tasso cambia e il piano viene ricalcolato. Il piano che conta è quello effettivo, aggiornato, che trovi negli estratti conto annuali. Il piano contrattuale iniziale resta un'ipotesi.
Posso scaricare il piano di ammortamento?
Sì. Il calcolatore genera il piano completo e permette di esportarlo in formato CSV, apribile con Excel, Google Sheets, Numbers o LibreOffice. L'export include anche le colonne cumulate di capitale rimborsato e interessi pagati. Il file resta sul tuo dispositivo e non viene conservato.
Qual è la differenza tra ammortamento alla francese e italiano?
Nel metodo francese la rata è costante e la quota capitale cresce nel tempo; nel metodo italiano è la quota capitale a essere costante, quindi la rata parte più alta e cala progressivamente. Il metodo italiano fa pagare meno interessi complessivi, ma richiede una capacità di rimborso iniziale maggiore. In Italia i mutui casa usano quasi esclusivamente il francese. Il confronto completo è nella guida all'ammortamento alla francese.

Approfondimenti