Quando si decide di accendere un mutuo, una delle scelte più importanti riguarda la tipologia di tasso: fisso o variabile? Questa decisione può avere un impatto significativo sia sulla rata mensile che sul costo totale del mutuo. In questa guida analizzeremo in dettaglio le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le soluzioni.

Rata mensile
Costo totale del mutuo
Totale interessi
Con +5 anni
Con −5 anni

Tasso fisso e variabile: differenze fondamentali

Il mutuo a tasso fisso prevede un tasso d'interesse stabilito alla stipula del contratto che rimane invariato per tutto il periodo di ammortamento. La rata mensile resta costante, indipendentemente dalle oscillazioni del mercato. Il tasso è determinato sulla base dell'IRS (Eurirs), a cui viene aggiunto uno spread deciso dalla banca.

Il mutuo a tasso variabile prevede un tasso che varia in base all'andamento dell'Euribor (European Interbank Offered Rate). La rata può subire variazioni periodiche in aumento o in diminuzione. Al valore dell'Euribor viene aggiunto uno spread fisso deciso dalla banca.

CaratteristicaTasso FissoTasso Variabile
Indice di riferimentoEurirs (IRS)Euribor
RataCostanteVariabile nel tempo
Spread tipici1,0% - 1,7%0,8% - 1,5%

Vantaggi e svantaggi del tasso fisso

Vantaggi:

Svantaggi:

Esempio: Un mutuo di 200.000 € a 25 anni con tasso fisso del 4,5% comporta una rata di 1.111 €/mese costante, con interessi totali di circa 133.366 €.

Il tasso fisso è particolarmente indicato quando i tassi di mercato sono a livelli contenuti, per mutui di lunga durata (25-30 anni), con budget familiare rigido, e quando lo spread fisso-variabile è inferiore a 1 punto percentuale.

Vantaggi e svantaggi del tasso variabile

Vantaggi:

Svantaggi:

Esempio: Un mutuo di 200.000 € a 25 anni con tasso variabile iniziale del 3,9% comporta una rata iniziale di 1.046 €/mese, con un risparmio iniziale di 65 €/mese rispetto al fisso. Ma con un aumento dell'Euribor di 1%, la rata salirebbe a circa 1.163 €.

Il tasso variabile è vantaggioso quando i tassi sono elevati e in fase di discesa, per durate medio-brevi (10-20 anni), con buona flessibilità di budget, e quando lo spread fisso-variabile supera 1-1,5 punti percentuali.

Tipologie alternative: misto, cap e opzioni

Oltre ai classici tasso fisso e variabile, esistono soluzioni intermedie:

Mutuo a tasso misto: consente di passare dal fisso al variabile (o viceversa) in momenti prestabiliti, solitamente ogni 2, 5 o 10 anni. Offre flessibilità, ma tassi generalmente meno competitivi.

Mutuo con CAP: è un tasso variabile con un limite massimo (tetto) oltre il quale il tasso non può salire. Offre protezione contro forti rialzi, mantenendo il beneficio in caso di ribassi. Il tasso di partenza è però più alto rispetto al variabile puro.

Mutuo a rata costante e durata variabile: la rata rimane fissa ma la durata del mutuo si allunga se i tassi salgono e si riduce se scendono.

Mutuo con opzione di passaggio: permette di passare da variabile a fisso in qualsiasi momento, offrendo massima flessibilità a fronte di condizioni iniziali meno competitive.

Simulazioni comparative: costi a confronto

Per un mutuo di 200.000 € a 25 anni, ecco il confronto tra le diverse opzioni:

TipologiaTasso inizialeRata inizialeCosto totale
Fisso4,50%1.111 €333.366 €
Variabile (tassi stabili)3,90%1.046 €313.725 €
Variabile (+1% dopo 3 anni)3,90% → 4,90%1.046 → 1.163 €337.382 €
Variabile (+2% dopo 3 anni)3,90% → 5,90%1.046 → 1.285 €361.670 €
Variabile con CAP 5,5%4,20%1.079 €323.556 - 342.890 €

Con tassi stabili, il variabile risparmia circa 19.641 €. Con un aumento dell'Euribor di 1%, diventa leggermente più costoso del fisso. Con +2%, il costo aggiuntivo è di circa 28.304 €.

Per un mutuo di 200.000 € a 25 anni con tasso variabile, un aumento di 0,5% dell'Euribor comporta circa 55-60 € in più al mese, un aumento di 1% circa 115-120 €/mese, un aumento di 2% circa 235-240 €/mese.

Quale tasso è adatto al tuo profilo?

Scegli il tasso fisso se: hai un budget familiare rigido, preferisci certezza e tranquillità, stai chiedendo un mutuo di lunga durata (25-30 anni), il tuo reddito è stabile con limitate prospettive di crescita, sei avverso al rischio.

Scegli il tasso variabile se: hai buona flessibilità di budget e capacità di risparmio, sei disposto ad accettare incertezza, stai chiedendo un mutuo di durata medio-breve (10-20 anni), il tuo reddito è in crescita, prevedi di estinguere il mutuo anticipatamente.

Scegli misto o CAP se: valuti la flessibilità decisionale, hai una visione incerta sui tassi futuri, pianifichi cambiamenti significativi nei prossimi anni, cerchi un compromesso tra stabilità e risparmio.

Prima di scegliere un mutuo a tasso variabile, verifica se il tuo bilancio familiare può assorbire un potenziale aumento dell'Euribor di 2 punti percentuali. Se questo metterebbe in difficoltà le tue finanze, il tasso fisso è l'opzione più prudente.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra Euribor e Eurirs?
L'Euribor è il tasso a cui le banche si prestano denaro a breve termine ed è l'indice di riferimento per i mutui a tasso variabile. L'Eurirs (IRS) è il tasso medio per gli scambi a medio-lungo termine ed è il riferimento per i mutui a tasso fisso. Entrambi vengono aggiornati quotidianamente.
Posso passare da tasso variabile a fisso durante il mutuo?
Sì, ci sono due opzioni: la rinegoziazione con la stessa banca (che può accettare o rifiutare) o la surroga verso un'altra banca con tasso fisso (diritto garantito dalla Legge Bersani, senza costi per il mutuatario). Alcuni mutui con opzione di passaggio permettono il cambio diretto.
Cos'è il mutuo con CAP?
Il mutuo con CAP è un tasso variabile con un tetto massimo: il tasso non può salire oltre una soglia prestabilita (generalmente 5-5,5%), proteggendo da scenari estremi di rialzo. Il tasso di partenza è leggermente più alto del variabile puro, ma offre una significativa protezione.
Quanto costa in più il tasso fisso rispetto al variabile?
La differenza (spread) varia nel tempo. Attualmente si aggira intorno a 0,5-0,8 punti percentuali. Su un mutuo di 200.000 € a 25 anni, questo si traduce in circa 55-75 € al mese in più. Questo 'premio' compra la certezza di una rata costante per tutta la durata.
Quale tasso conviene nel 2025?
Non c'è una risposta universale. Dipende dal profilo del mutuatario: per chi cerca sicurezza e ha un budget rigido, il fisso è la scelta più prudente. Per chi ha flessibilità e durate brevi, il variabile può essere conveniente. Con un differenziale inferiore a 1 punto, il fisso merita un'attenta considerazione.

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