Monitorare i tassi del mutuo non è un esercizio per addetti ai lavori. È una banalissima questione di soldi: mezzo punto di tasso, su un mutuo di 200.000 € a 25 anni, vale poco meno di 13.000 € di interessi sulla durata complessiva. Sapere dove sono i tassi oggi, e che direzione stanno prendendo, è la base per due decisioni concrete: quando firmare un nuovo mutuo e quando valutare una surroga.

Questa pagina raccoglie i valori indicativi correnti per i mutui in Italia ad aprile 2026, insieme alla fotografia di Eurirs ed Euribor — gli indici che determinano fisso e variabile — e a una lettura ragionata di cosa sta facendo la BCE e di cosa è cambiato negli ultimi mesi. Viene aggiornata mensilmente. I numeri qui riportati sono medi di mercato: ogni banca, sul tuo profilo specifico, farà un'offerta personalizzata che può scostarsi anche significativamente.

I tassi di oggi: aprile 2026

Ecco la fotografia sintetica dei tassi medi proposti dalle principali banche italiane per mutui prima casa di importo standard (100.000-250.000 €), LTV fino all'80%, profilo dipendente. I valori indicano il range tipico osservato sulle offerte commerciali pubblicate ad aprile 2026.

TipologiaTasso indicativo (TAN)Trend ultimo trimestre
Fisso 15 anni2,70% - 3,00%Stabile
Fisso 20 anni2,80% - 3,10%Stabile
Fisso 25 anni2,90% - 3,30%Lieve rialzo
Fisso 30 anni3,00% - 3,50%Lieve rialzo
Variabile (Euribor 3M + spread 1,00-1,30%)2,70% - 3,20%In risalita
Variabile con CAP (tetto)3,10% - 3,60%Stabile

Lo spread tra fisso e variabile resta storicamente compresso: 0,3-0,5 punti su durate lunghe. È una configurazione che premia il fisso, perché la sicurezza costa pochissimo. Per un confronto strutturato tra le due opzioni, l'articolo fisso o variabile entra nei casi specifici.

Eurirs (IRS) oggi: la base del tasso fisso

L'Eurirs (Interest Rate Swap) è l'indice di riferimento che le banche usano per costruire il tasso fisso. Funziona così: la banca prende l'Eurirs corrispondente alla durata del mutuo (Eurirs 20 anni per un mutuo a 20 anni) e aggiunge il proprio spread commerciale, tipicamente tra 0,8 e 1,5 punti. Il risultato è il TAN che ti viene proposto.

I valori indicativi ad aprile 2026, rilevati sulla curva pubblicata da EMMI (European Money Markets Institute):

DurataEurirs indicativo
10 anni2,10% circa
15 anni2,25% circa
20 anni2,35% circa
25 anni2,40% circa
30 anni2,45% circa

Da qui si capisce un punto pratico: se la banca ti propone un fisso a 25 anni al 3,30% e l'Eurirs 25 anni è al 2,40%, lo spread applicato è dello 0,90% — un valore corretto di mercato. Se lo spread proposto supera l'1,50% senza ragioni particolari legate al profilo, c'è spazio per negoziare o per cercare altrove. È un calcolo che la maggior parte dei clienti non fa, ma che chiarisce molto su dove sta il margine della banca.

Euribor 3M e 6M oggi: la base del tasso variabile

L'Euribor è il tasso al quale le principali banche europee si prestano denaro tra loro a breve termine. Per i mutui variabili italiani, le banche usano quasi sempre l'Euribor a 3 mesi (3M); meno frequentemente l'Euribor a 6 mesi (6M). Su questo indice viene aggiunto uno spread, tipicamente tra 1,00 e 1,30 punti, per ottenere il TAN del mutuo variabile.

I valori medi ad aprile 2026:

IndiceValore indicativoVariazione vs gennaio 2026
Euribor 1M1,75% circa+0,20 punti
Euribor 3M1,85% circa+0,25 punti
Euribor 6M1,95% circa+0,30 punti
Euribor 12M2,05% circa+0,30 punti

La risalita degli ultimi tre mesi è il riflesso dell'aumento delle aspettative inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente e alla volatilità del prezzo del petrolio. Su un variabile esistente, un Euribor 3M che sale di 0,25 punti significa una rata che cresce di circa 25-35 € al mese su un mutuo di 150.000 € residui — non drammatico, ma neanche trascurabile.

Cosa sta facendo la BCE

La BCE ad aprile 2026 ha mantenuto il tasso sui depositi al 2,00%, dopo un ciclo di tagli che dal picco del 4,00% del 2023 aveva progressivamente normalizzato la politica monetaria. La pausa attuale non è una sorpresa: i tagli erano stati comunicati come dipendenti dai dati, e i dati di inizio 2026 — inflazione headline in lieve ripresa per il caro-energia, inflazione core ancora sopra il 2% — hanno reso prudente non muoversi.

Lo scenario base degli operatori per i prossimi mesi è di stabilità o tagli marginali nella seconda metà del 2026, condizionati all'evoluzione del contesto geopolitico. Lo scenario avverso — riacutizzazione delle tensioni nel Golfo, blocco prolungato dello stretto di Hormuz, shock petrolifero — prevede pressioni inflazionistiche che potrebbero spingere la BCE verso rialzi marginali (uno o due da 25 punti base), invertendo la traiettoria.

Per il mutuatario, la lettura pratica è duplice. Se hai un variabile in essere, l'aspettativa di tagli aggressivi nel 2026 va ridimensionata: la rata potrebbe oscillare lateralmente, con rischio asimmetrico al rialzo. Se stai firmando ora, lo spread compresso tra fisso e variabile rende il fisso una scelta razionale per chi vuole certezza sul medio periodo. L'analisi del legame tra eventi geopolitici e tassi è approfondita in guerra in Medio Oriente e tassi mutuo 2026.

Le principali banche italiane a confronto

Questa è una panoramica indicativa degli spread tipicamente applicati dalle principali banche italiane sui mutui prima casa, profilo dipendente, LTV 80%. I valori si riferiscono al TAN comunicato sulle offerte commerciali pubbliche di aprile 2026 e non costituiscono in alcun modo un consiglio di scelta: ogni offerta personalizzata può discostarsi in base al profilo del richiedente.

BancaRange TAN fisso 25 anniSpread tipico variabile
Intesa Sanpaolo2,95% - 3,30%+1,10 / +1,25
UniCredit3,00% - 3,35%+1,15 / +1,30
BPER2,90% - 3,25%+1,00 / +1,20
Banco BPM2,95% - 3,30%+1,10 / +1,25
Crédit Agricole Italia2,85% - 3,20%+1,00 / +1,20
Banche online (Hello, Webank, ING)2,80% - 3,15%+0,90 / +1,10

Lo schema che emerge è coerente con il mercato degli ultimi anni: le banche con maggiore presenza territoriale tendono a spread leggermente superiori, mentre le banche online o multicanale offrono prezzi più competitivi a fronte di un servizio più digitale. Per capire come funziona il canale online, è dedicata la pagina mutuo online: come funziona e quando conviene.

Come leggere correttamente un preventivo

Quando confronti offerte, ci sono tre numeri da non confondere. Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso d'interesse puro, quello che si usa per calcolare la rata. Le banche lo mettono in evidenza perché è sempre il numero più basso. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include anche le spese accessorie obbligatorie — istruttoria, perizia, assicurazione vincolata, imposta sostitutiva — ed è il vero indicatore del costo del mutuo.

Su due mutui con identico TAN del 3,00%, uno può avere TAEG 3,15% e l'altro 3,45%. Su 200.000 € a 25 anni, sono circa 8.000 € di differenza. Il TAEG è l'unico numero che permette un confronto onesto. La pagina dedicata TAEG mutuo: cos'è e come si calcola entra nelle voci che lo compongono e nel calcolo passo-passo.

Il terzo numero è lo spread, ovvero quanto la banca aggiunge all'indice di riferimento (Eurirs per il fisso, Euribor per il variabile). È il margine puro della banca, e quindi il primo punto su cui si negozia. Spread inferiori a 0,80% sono molto rari e segnalano offerte promozionali a tempo; spread superiori a 1,50% senza ragioni particolari sono cari e meritano una controproposta.

Cosa è cambiato negli ultimi mesi

Da gennaio 2026 ad oggi, due movimenti hanno definito il quadro. Il primo è la risalita dell'Euribor: l'Euribor 3M è passato da circa 1,60% di fine 2025 a circa 1,85% di aprile 2026, un movimento di 25 punti base concentrato tra febbraio e marzo. La causa principale è il riprezzamento delle aspettative inflazionistiche dopo le tensioni nello stretto di Hormuz, che hanno fatto temere uno shock energetico.

Il secondo è la stabilità dell'Eurirs lungo. A differenza dell'Euribor, l'Eurirs 20-30 anni si è mosso pochissimo: pochi punti base in più, niente di sostanziale. Questo perché i tassi a lunga scontano già un percorso di normalizzazione monetaria che il mercato considera realistico, e gli shock di breve periodo non li impattano in modo proporzionale.

L'effetto pratico è che lo spread fisso-variabile si è ulteriormente compresso. A gennaio 2026 il variabile era ancora marginalmente più economico del fisso; ad aprile 2026 è quasi alla pari, e per durate sopra i 20 anni il fisso comincia ad essere più conveniente del variabile sui valori medi di mercato. È un'inversione interessante, che ha portato anche un'ondata di richieste di surroga da parte di chi aveva firmato variabili nel 2024-2025.

Le previsioni per i prossimi mesi

Lo scenario base per il resto del 2026 prevede stabilità sui valori attuali, con la BCE in attesa di vedere come evolvono inflazione core e contesto geopolitico. In questo scenario, fisso e variabile rimangono allineati, e la scelta razionale resta il fisso per durate lunghe.

Lo scenario favorevole ipotizza un raffreddamento delle tensioni in Medio Oriente, ripresa graduale dei tagli BCE (uno o due nella seconda metà del 2026), Euribor che scende verso 1,50%, Eurirs lungo che riprende a calare. In questo scenario, chi firma un variabile oggi potrebbe vedere la rata scendere nei prossimi 12-18 mesi, e la surroga da fisso a variabile potrebbe tornare attraente.

Lo scenario avverso prevede uno shock energetico (blocco prolungato di Hormuz, escalation regionale), inflazione che torna sopra il 3%, BCE costretta a uno o due rialzi tecnici. In questo scenario, l'Euribor sale verso 2,30-2,50% e i variabili in essere subiscono aumenti di rata sensibili. Chi è ancora in surroga su fisso da un variabile precedente starebbe facendo la mossa giusta.

Non c'è modo di prevedere quale scenario si materializzerà. La regola pratica resta: se il sonno notturno dipende dalla certezza della rata, scegli il fisso; se hai capienza reddituale e tolleri oscillazioni, il variabile può ancora valere la pena. Per orientarsi nei numeri, il calcolatore di calcolo rata mutuo tasso fisso permette di simulare le rate sui valori attuali di mercato.

Disclaimer importante

I tassi indicati in questa pagina sono valori medi indicativi di mercato, rilevati sulle offerte commerciali pubbliche delle principali banche italiane ad aprile 2026. Non costituiscono un'offerta commerciale né un consiglio di scelta tra istituti.

Ogni banca formula un'offerta personalizzata in base a: importo richiesto, durata, valore dell'immobile (LTV), reddito documentabile, anzianità lavorativa, eventuali altri impegni finanziari, posizione in Centrale Rischi, profilo CRIF. Su due profili diversi, la stessa banca può proporre TAN che differiscono anche di 0,5 punti.

Per ottenere preventivi reali sul proprio profilo, è necessario presentare richiesta formale alle banche e farsi consegnare il PIES (Prospetto Informativo Europeo Standardizzato), che riporta TAN, TAEG, spese accessorie e simulazione completa del piano di ammortamento. Solo i preventivi nominativi sono confrontabili. I valori di questa pagina vengono aggiornati mensilmente, ma tra un aggiornamento e l'altro possono verificarsi movimenti di mercato non riflessi.

Domande frequenti

Quali sono i tassi mutuo medi di aprile 2026?
Ad aprile 2026 il TAN medio dei mutui fissi a 25 anni si colloca tra 2,90% e 3,30%, quello a 20 anni tra 2,80% e 3,10%. Il variabile (Euribor 3M + spread 1,00-1,30%) è tra 2,70% e 3,20%. Lo spread fisso-variabile è molto compresso (0,3-0,5 punti), una configurazione storicamente atipica che rende il fisso particolarmente conveniente per durate lunghe.
Quanto vale oggi l'Eurirs?
Ad aprile 2026 l'Eurirs si attesta indicativamente al 2,10% per la durata 10 anni, 2,25% a 15 anni, 2,35% a 20 anni, 2,40% a 25 anni e 2,45% a 30 anni. Su questi valori la banca aggiunge il proprio spread commerciale, tipicamente tra 0,80% e 1,50%, per costruire il TAN del mutuo a tasso fisso.
Quanto vale oggi l'Euribor 3M?
Ad aprile 2026 l'Euribor 3M si colloca attorno all'1,85%, in risalita di circa 25 punti base rispetto a gennaio 2026 a causa delle tensioni geopolitiche e del riprezzamento delle aspettative inflazionistiche. L'Euribor 6M è circa 1,95%, l'Euribor 12M circa 2,05%. Lo spread aggiunto dalle banche per il mutuo variabile è tipicamente tra 1,00% e 1,30%.
La BCE taglierà ancora i tassi nel 2026?
Lo scenario base degli operatori prevede uno o due tagli marginali nella seconda metà del 2026, condizionati al raffreddamento delle tensioni geopolitiche e al rientro dell'inflazione verso il target del 2%. Lo scenario avverso (riacutizzazione del conflitto in Medio Oriente, shock petrolifero) prevede invece pressioni inflazionistiche che potrebbero portare a rialzi tecnici. Ad aprile 2026 la BCE ha confermato il tasso sui depositi al 2,00%.
Conviene firmare il mutuo adesso o aspettare?
I tassi attuali sono significativamente migliori dei picchi del biennio 2022-2023, ma è improbabile vedere ribassi aggressivi nei prossimi 12-18 mesi: lo scenario più realistico è di stabilità, con possibili rialzi marginali in caso di shock geopolitico. Per chi ha un'esigenza concreta (compromesso firmato, contratto di affitto in scadenza), aspettare comporta un rischio asimmetrico al rialzo. Per chi può attendere senza pressioni, monitorare l'evoluzione mensile dei tassi è una scelta legittima.
Vale la pena fare la surroga del mutuo nel 2026?
Vale la pena quando la differenza tra il tasso del mutuo attuale e quello ottenibile oggi supera mezzo punto, e quando mancano almeno 8-10 anni alla scadenza. Chi ha firmato variabili nel 2024-2025 a tassi oltre il 4% trova oggi spazi reali di risparmio passando al fisso. La surroga è gratuita per il cliente — la nuova banca paga tutti i costi notarili e amministrativi — quindi il rischio è limitato.

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