"Mamma, mi faresti da garante per il mutuo?". È una delle frasi più imbarazzanti che un figlio trentenne possa pronunciare, e una delle più impegnative che un genitore possa sentirsi fare.

Il garante — in linguaggio giuridico, il fideiussore — è una figura che le banche tirano in ballo quando il reddito del richiedente non basta a rassicurarle. Firma il contratto insieme al debitore principale e si impegna a pagare al posto suo se questi non paga. Sembra una formalità. Non lo è. E prima di accettare, o di chiedere a qualcuno, è bene sapere esattamente in cosa ci si sta infilando.

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Garante e cointestatario non sono la stessa cosa

Partiamo da un malinteso che ho visto fare spesso. Il garante e il cointestatario sono figure diverse. A volte molto diverse.

Il garante (fideiussore) non è proprietario dell'immobile. Non paga le rate in condizioni normali. Si attiva solo se il debitore principale smette di pagare. Il suo reddito è considerato dalla banca come una garanzia aggiuntiva — una rete di sicurezza, per dirla in modo semplice.

Il cointestatario è invece un co-debitore a tutti gli effetti. Paga le rate insieme all'intestatario principale. In molti casi è anche comproprietario dell'immobile. Se entrambi sono sulla casa e sul mutuo, sono entrambi responsabili ma anche entrambi hanno diritti sul bene.

Riassumendo in modo brutale: il cointestatario è un partner nel debito. Il garante è un paracadute.

Quando la banca lo chiede

Non tutti i mutui richiedono un garante, per fortuna. La banca lo tira fuori quando il profilo del richiedente presenta elementi che rendono l'operazione rischiosa. Alcune delle situazioni più tipiche:

Giovani lavoratori. Poca anzianità, contratti a tempo determinato o di apprendistato. Anche con uno stipendio dignitoso, la banca vuole una rassicurazione in più. Esistono agevolazioni specifiche — i mutui giovani under 36 — ma il garante resta spesso la strada più diretta.

Lavoratori autonomi e partite IVA. Il reddito non è fisso come una busta paga. Ha alti e bassi, dipende dalla stagionalità, dai clienti. Anche un professionista con reddito alto a volte si sente richiedere un garante perché manca la "prevedibilità" che la banca ama.

Rapporto rata/reddito al limite. Quando la rata si avvicina al 30-35% del netto, il garante può sbloccare la pratica aggiungendo solidità al dossier.

LTV alto. Se chiedi un mutuo che copre una percentuale elevata del valore dell'immobile (oltre il 70-80%), la banca vede più rischio e chiede più garanzie.

Storico creditizio limitato. Chi non ha mai avuto finanziamenti non ha uno storico in CRIF. La banca non ha dati su cui basarsi e preferisce tutelarsi.

Chi può fare da garante

Non chiunque. La banca valuta il garante quasi come se fosse il richiedente del mutuo: gli fa i conti in tasca, chiede i documenti, guarda il CRIF.

I requisiti principali:

Reddito stabile e documentabile — deve essere sufficiente a coprire la rata del mutuo oltre alle spese del garante stesso. In pratica: un contratto a tempo indeterminato o una pensione adeguata. Se il garante fatica a coprire le sue spese, è un non garante.

CRIF pulito. Nessuna segnalazione negativa su altri finanziamenti. Se il garante ha avuto problemi in passato, la banca non lo accetta o chiede un secondo garante.

Età. Il garante non dovrebbe superare i 70-75 anni alla fine del mutuo. Per un mutuo a 25 anni, significa che al momento della firma deve avere al massimo 45-50 anni. Un genitore di 65 anni, per un mutuo trentennale del figlio, spesso non va bene — o va bene solo in affiancamento a un altro garante.

Patrimonio. La banca guarda anche eventuali proprietà immobiliari e risparmi. Un garante nullatenente, anche se con reddito, è una garanzia debole.

Nella pratica, il garante è quasi sempre un familiare: un genitore, un suocero, a volte un fratello. Non è obbligatorio il legame di parentela — può essere anche un amico, in teoria — ma le banche lo preferiscono e la legge italiana tutela la dinamica familiare nella fideiussione.

Il punto dolente: i rischi per il garante

Qui arriva la parte scomoda, quella che spesso non si dice abbastanza chiaramente. Fare da garante non è un gesto simbolico. Ha conseguenze legali e finanziarie vere.

Obbligo di pagamento. Se il debitore principale smette di pagare, la banca si rivolge al garante. Deve saldare le rate arretrate e anche quelle future, fino a tutta la durata del mutuo. Non è una richiesta: è un obbligo contrattuale. Non si dice "no, adesso non posso". La banca, in caso estremo, può agire legalmente.

Impatto sulla capacità di credito personale. Questa è una conseguenza che molti sottovalutano. La garanzia compare nella Centrale Rischi e in CRIF. Quando il garante a sua volta chiederà un finanziamento o un mutuo, l'importo garantito verrà conteggiato come un debito potenziale. Questo può ridurre — anche di molto — l'importo che gli verrà concesso. Ho visto genitori rimanere "bloccati" sui loro progetti perché erano garanti del figlio.

Rischio patrimoniale. In caso di inadempienza prolungata, la banca può chiedere il pignoramento dello stipendio, del conto corrente, eventualmente degli immobili del garante. È lo scenario peggiore, non il più frequente — ma esiste.

Durata lunga. La garanzia dura per tutta la vita del mutuo. Su un mutuo a 30 anni, il garante si porta questo peso sulle spalle per tre decenni. Pensala così: accetti un impegno che ti accompagnerà fino all'età della pensione, o oltre.

Il consiglio, prima di accettare: fatti bene i conti e verifica se sei in grado di sostenere la rata in caso di necessità. Il calcolo rata mutuo ti dà una stima realistica.

Uscire dalla garanzia, se si può

Non è automatico e non è sempre possibile. Ma esistono strade.

La rinegoziazione è la prima opzione. Dopo qualche anno di pagamenti regolari, se nel frattempo il debitore principale ha visto crescere il reddito o il debito residuo è sceso sensibilmente, si può chiedere alla banca di rimuovere il garante. La banca non è obbligata a dire sì, ma spesso accetta se la situazione è migliorata.

La surroga — cioè trasferire il mutuo a un'altra banca — è un'altra occasione. La nuova banca riscrive il contratto e, se il debitore è ritenuto sufficientemente solido da solo, può non richiedere il garante. È una pratica che vale la pena tentare, anche perché la surroga per legge è gratuita.

L'estinzione parziale del debito è un'altra strada. Se con un pagamento anticipato il rapporto rata/reddito migliora in modo significativo, il garante può essere liberato. Va ovviamente concordato con la banca.

In tutti i casi, serve l'accordo della banca. Il garante non può semplicemente dire "mi tiro fuori" e andarsene: è un impegno contrattuale vincolante.

Se non hai un garante: alternative che funzionano

Non sempre si può contare su un garante familiare. A volte i genitori non hanno i requisiti, a volte non si vuole coinvolgerli, a volte proprio non ci sono. Fortunatamente non è una strada senza uscita.

Fondo di Garanzia Prima Casa (Consap). Questa è l'alternativa migliore, e spesso la più conveniente. Lo Stato garantisce fino all'80% della quota capitale del mutuo. È riservato a chi acquista la prima casa con valore fino a 250.000€. Ci sono corsie preferenziali per giovani under 36, famiglie monogenitoriali e altre categorie. In pratica: lo Stato fa da garante al posto di tuo zio. Tutti i dettagli sul calcolo mutuo prima casa.

Anticipo più alto. Se metti più liquidità iniziale, il mutuo richiesto è più piccolo e la banca si sente più sicura. Un LTV del 60-70% è molto più facile da ottenere senza garante. Se hai qualche risparmio in più, usalo.

Durata più breve. Paradossalmente, una durata inferiore riduce il rischio percepito dalla banca — pagherai più rapidamente — anche se la rata è più alta. Se il reddito ti permette di reggere, questa è una strada.

Cointestatario. Aggiungere un co-debitore (in genere il partner) somma i redditi e può rendere il garante superfluo. Attenzione: il cointestatario non è un garante, è co-responsabile del debito. Ma se la coppia ha due redditi stabili, è spesso la soluzione più naturale.

Domande frequenti

Chi può fare da garante per un mutuo?
Può fare da garante chi ha un reddito stabile e documentabile, nessuna segnalazione negativa in CRIF e un'età che non superi i 70-75 anni alla scadenza del mutuo. In genere è un familiare (genitore, suocero, fratello), ma non è obbligatorio il legame di parentela. La banca valuta il garante con la stessa attenzione con cui valuta il richiedente.
Quali rischi corre il garante del mutuo?
Il garante deve pagare le rate se il debitore principale non paga. La garanzia compare in CRIF e riduce la sua capacità di ottenere credito personale: ogni finanziamento futuro terrà conto del debito potenziale garantito. In caso di inadempienza prolungata la banca può agire legalmente anche sul patrimonio del garante (stipendio, conto corrente, immobili).
Il garante del mutuo può liberarsi dalla garanzia?
Sì, ma serve l'accordo della banca. Dopo alcuni anni di pagamenti regolari si può chiedere la rimozione del garante tramite rinegoziazione. Anche la surroga verso un'altra banca può essere un'occasione per eliminare la garanzia, se nel frattempo la posizione economica del debitore principale è migliorata.
Qual è la differenza tra garante e cointestatario del mutuo?
Il garante (fideiussore) interviene solo se il debitore non paga e non è proprietario dell'immobile. Il cointestatario è invece un co-debitore a tutti gli effetti: paga le rate insieme all'intestatario principale e di solito è anche comproprietario della casa. Due ruoli diversi, con implicazioni legali molto diverse.
Si può ottenere un mutuo senza garante?
Sì. Le alternative al garante includono il Fondo di Garanzia Prima Casa (Consap), che per chi ne ha diritto è spesso la soluzione più conveniente; un anticipo più alto per abbassare il LTV e rendere il mutuo meno rischioso per la banca; una durata più breve; la cointestazione del mutuo con un'altra persona che somma il proprio reddito.

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